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è Come un caminetto!!! Federico ‘67 - Roma
La vita non è un fiammifero, sarebbe troppo breve e fragile se lo fosse.
E’ più un fuoco in un caminetto, basta un fiammifero per accenderlo, ma tanta legna per lasciarlo ardere.
Ecco questo è il fuoco che devi alimentare ogni giorno, non basta che qualcuno la accenda per te, devi ogni istante renderlo vivo, ogni istante devi alimentarlo con la passione, con l’Amore, con la Fede, con il Cuore.
Vai e dai fuoco a questa Vita che arde sempre in te.
ONEMATCH ONELOVE!!!

Angelo o Demone? Sep98 - Roma
La vita è come un fiammifero;
la si accende e poi…
sperando che qualcuno o qualcosa non la spenga prima.
La mia fiamma si è accesa questa sera incontrando un angelo o un “demone”…
Adesso la luce la pongo nelle sue mani… cosa ne farà?
Dipende solo da lei. Volete sapere come andrà a finire?
Semplice, chiedetelo all’interessata…
Comunque per concludere “la fiamma” e qualcosa di importante.
LA SUA ESISTENZA DIPENDE ANCHE DA NOI.
ONEMATCH

Fa rumore. il racconto di Giorgia - Roma
La vita è troppo breve per rischiare di non riuscire a fare tutto…
il fiammifero ne accende altri e altri ancora…
Fa rumore un fiammifero che si spegne?
No… Ma fa molto più rumore uno che se ne accende…
LIGHT YOUR FLAME e goditi la vita!!
Brucia ogni istante e ogni respiro.
Incendia il tuo corpo e il tuo spirito.
Carbonizza il tempo per non dover MAI DIRE:
“AVREI POTUTO”!!

il racconto di Arianna - Roma
Guardi negli occhi una persona e dentro senti la fiamma che si accende, ogni volta che pensi di poter imparare qualche cosa, non ti accorgi, ma si è accesa una nuova fiamma,
ogni volta che sei convinto di sostenere qualche cosa, la fiamma continua ad ardere.
Non smettere mai di imparare e di crescere e la fiamma continuerà a bruciare
Gemma - il racconto di Giorgia, Roma
Una pietra preziosa, e la mia proferossoressa di Italiano in seconda media.
Era il 1 aprile, ogni insegnante del mondo che si rispetti va a scuola con l’armatura il primo di aprile, perchè i ragazzi non attaccano piu i pesci di carta dietro la schiena..
Ma lei no. Ingenua e senza mai una corazza, rideva leggera, si fidava di tutti, gioiva e inconsapevolmente andava a scuola, quel primo aprile.. senza ricordare che fosse il primo aprile.
Uno scherzo crudele quello che le avevo organizzato.. forse nell’ingenuita’ dei nostri 13 anni eravamo giustificati.. era il primo aprile.
Scherzo:
Gemma lei è un’ottima insegnante, sempre buona e gentile, ma le preferenze che lei dimostra nei confronti di Sara è per noi troppo evidente e ardua da sopportare. Detto questo, noi alunni tutti, spalleggiati dai nostri genitori abbiamo chiesto il suo allontanamento da questo istituto, a breve le arrivera’ una comunicazione ufficile!”
Il fato ha voluto che al termine del mio monologo il vicepreside convoco la professoressa, che prima di uscire per la sua immensa onestà volle scusarsi con noi, giustificandosi dicendo che non si era mai accorta di certi comportamenti..
Lo scorso duro’ qualche minuto.. forse 6 forse 7 o forse di piu.
Non era la prima volta che coinvolgevo gruppi di persone per uno scherzo.
E mi riuscivano.
Mi riuscivano bene.
Ma quella volta..
Quella volta è successo qualcosa di piu..
Quando a Gemma svelammo che era uno scherzo, lei non sorrise, non ci sgrido’, non si alzo dalla sua scrivania di legno chiaro..
Lei alzo’ gli occhi mi cerco tra i banchi e mi disse: “…Giorgia… tu devi recitare”
Non ve lo so dire se io lo sapevo gia’, o se forse di fronte a quella grossa crepa sul muro che avevo davanti agli occhi da sempre, avevo deciso di mettere un “poster portante” sperando che la crepa non distruggesse quel mio piccolo mondo sicuro ma instabile.
Avevo 13 anni.. anzi 12 ora che ricordo bene..
In realtà il mio ONEMATCH non l’ho ancora avuto..
In realtà Gemma, la mia professoressa di Italiano, da gran donna com’era aveva con se la polvere di stelle, portava in tasca il talco che serve a darti l’allegria di Pollon, aveva in un taschino i sogni ad occhi aperti dei bambini..
E aveva una scatola di fiammiferi nella borsetta..
Beh quel giorno Gemma Fiorillo apri la sua borsetta prese un fiammifero e mi disse “Accendilo”..
Io lo porto sempre con me..
Quando rido, quando piango, quando penso di stare bene, e quando mi sento insoluta e incompleta..
Non l’ho ancora acceso quel fiammifero..
Ho studiato le tecniche di accensione
So esattamente cosa succede nell’atto della frizione
So la composizione chimica del mio fiammifero
E vi giuro che presto sarò pronta
Prenderò tutto cio che la vita mi ha insegnato
Tutti i sogni ad occhi aperti del mio passato
Tutti i sogni ad occhi aperti del mio presente
E accenderò quella cazzo di fiamma e me la faro bruciare tra le dita ma non lascerò che il tempo mi rubi il mio fiammifero
Non lo permettero’
Non tradiro la mia bambina
Mi sono fatta una promessa, e io mantengo sempre le promesse ai bambini!
Sulfur - il racconto di Alessio, Roma
La bottiglia è di Tarapaca, cileno, vino bianco del 2002 invecchiato fino a dorarsi e impregnarsi di un gusto dolciastro e intenso, sfumato in un odore di sole caldo. Le mani portano i calici alle labbra, gli occhi sono curiosi nella stanza. Fuori le auto corrono lungo il vialone e si perdono in un ronzio lontano e sorso dopo sorso i pensieri le raggiungono e dietro di loro velocissime le parole creano, le immagini prendono forma e si riemipono di colori… e poi la differenza sta nello sfregare il fimmifero e accendere la sigaretta o non farlo… il mio onematch?
Il mio è solo l’emozione, l’istante, quello che fugge e non ritorna.
Allora io lo intrappolo, lo imprimo, e me lo porto dietro, il mio onematch è l’eterno presente, la sfida più difficile che abbia mai tentato.

CRESCITA. Il racconto di Arianna - Roma

E’ una continua crescita, la conoscenza di sè!
Una fiamma dentro ognuno di noi che mai si spengerà!!! Voglia di imparare, desiderio di amare……………
Grazie x aver aperto questo BLOG, è importante che ci si fermi a riflettere su sè stessi, e!!!
Voi lo avete reso possibile a tante persone.







