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Palermo una città che sorprende

appena giunto a Palermo, nemmeno ho fatto in tempo a trovare l’alloggio, quando nella famosa piazza Indipendenza vi era Simone ad aspettarli.

E chi è Simone?
Simone è un Palermitano Doc di circa 30 anni scarsi che ho conosciuto sul web grazie ad una passione in comune : la Royal Enfield.
“Gio, se passi a Palermo, ci penso io!”.
Si è presentato al Bar dell’incontro con una Bullet edizione limitata immacolata!
Una delle moto più belle mai viste della Royal Enfield. Uno spettacolo.
La Rossa ne era un po’ invidiosa.
Ma bella, per dire bella.

Conosciuto questo ragazzo eccezionale, 28 anni di pura educazione e gentilezza, siamo andati all’alloggio che qualche Angelo da Roma mi aveva trovato mentre percorrevo la stupenda statale lungo la costa.

Ho denudato la Rossa, dai bauletti, zaini e l’ho liberata da tutto.
E mi sono liberato anche io. 
Via il giubbottone, le ginocchiere e tutte le armature corazzate e… siamo andati a fare un giro con Simone liberi e senza zavorre.

Sapete che lavoro fa Simone?

Simone fa la guida turistica di Palermo. Che Culoooooo! Ehm…che fortuna.

Cioè non solo questo ragazzo dai modi gentili, educati di una nobiltà unica si era messo a disposizione per farmi visitare  la città, ma è anche una guida turistica che ad ogni visione di qualche capolavoro crearti dall’uomo, mi spiegava tutti i particolari.

Dopo 250 km percorsi da Messina, risalgo in sella e giro insieme a Simone.
E da li, il ragazzo mi fa vedere la Cattedrale, il Teatro Massimo ( dove hanno girato il film il Padrino), le chiese più importanti e le vie più prestigiose.

Io lo seguivo in moto, lui con la sua ogni tanto accostava e iniziava a spiegare.
Un tour tutto Royal Enfield.
Che bellooooo!

Poi, mi porta in Via D’Amelio è lì il cuore mi si è stretto. Io non so descrivere con esattezza cosa ho provato. Angoscia, terrore, rabbia. Un luogo sacro, con quell’Ulivo della Pace pieno di simboli e oggetti, vicino a quel cancello.
Oh, mi sono commosso.
Ero nel luogo dove volevo da sempre andare. Nel luogo dove Paolo Borsellino e la sua scorta hanno respirato per l’ultima volta.
Quel luogo, è sacro.

Da lì, siamo andati nel quartiere Mondello. Dopo aver appreso tutta la storia della Zona, con dei dettagli e particolari che non voglio rivelare perché sono unici e non ve li dico perché sono Bastardo (AHAHAH), abbiamo mangiato.
Pane panelle e crocchè e Pane Cameusa ( con la Milza).
Mi sono mangiato anche il cameriere.

Passeggiata lungo mare con la voce narrante di Simone.
Tutto ciò che diceva, lo diceva in un perfetto italiano con l’accento Palermitano e lo diceva in modo cosi interessante che incantava.
Ed io, curioso di tutto ciò che mi circondava, continuavo a domandare e ad assorbire com e una spugna. 

Simone, a parte il fatto che mi stai antipatico perché hai la moto decisamente più bella della mia, io non finirò mai di ringraziarti.

Grazie, grazie, grazie.

E’ stata una serata magnifica: 
Amicizia, Moto, Cibo…cibo

… e Palermo.

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